Thursday, 10 August 2017

Montefiascone, lunedì 31 luglio 2017





Penso di essere nel posto più bello in cui sono stata; il convento delle suore del Divino Amore di Montefiascone. Il convento è un gioiello dell’ingegneria di altri tempi, con stanze fresche anche col solleone estivo, pieno di camere, stanzini, stanzoni, affacci sul giardino che si affaccia sul lago, camere strane, cantine segrete, corridoi chiusi. Il tipo di casa in cui avrei voluto abitare io, piene di storia e misteri.


Suor Andreina che ci ha accolto, evidentemente incurante di come fossi sudata e puzzolente, mi ha trascinato in giro per il convento a mostrarmi la cappella con il quadro del primo pellegrino diventato santo che “aveva alloggiato in questo stesso convento, diverse volte perché era dovuto andar diverse volte a Roma… Ma per diventare santo devi fare un miracolo”, cosa che è successo con una suora del loro ordine, guarita da un tumore dopo che l'aveva sognato e aveva sentito che lui metteva le mani sul suo stomaco malato. 

Chissà se quella ragazzina della Repubblica Ceca, con cui abbiamo fatto la salita ripidissima che porta a Montefiascone, l’avesse saputo cosa avrebbe fatto. Con candore disarmante mi ha detto che andava a Roma a pregare per la sua guarigione da un tumore. Camminava col suo fidanzato, anche lui studente d'arte, che la stava accompagnando per sostenerla durante il cammino.
Forse sarebbero venuti qua anche loro.
Ho ancora negli occhi i suoi occhi grandi sotto la testa completamente pelata portata con fierezza. Ad un certo punto la salita era troppo pesante per lei, e li abbiamo lasciati... lungo il cammino incontri tanta gente che ti lascia un pezzetto di se, poi si prendono strade diverse. 



Suor Andreina, in vena di chiacchiere, mi ha raccontato che questi tavoli erano quelli che l'ordine religioso aveva nell’istituto di Roma, di fronte a Rebibbia dove accoglievano figlie dei detenuti, figlie di prostitute, ragazze in odore di carcere. Fanno parte delle pochissime cose che hanno salvato dall’istituto di Roma. Mi ha raccontato la storia di quel l'avvocato francese, molto stimato, che aveva ucciso la moglie perché l’aveva trovata a letto con un alto uomo. Grazie alla sua influenza era riuscito a fare in modo di scontare la pena a Rebibbia perché sapeva delle presenza delle suore. Suor Andreina mi raccontava che dal giardinetto dove stavano con le bimbette vedeva un carcerato sempre attaccato alla finestra, e lei si domandava chi fosse. Mi diceva che la bimba che le era stata affidata, Solange, aveva paura a stare da sola, non dormiva che con la sua presenza rassicurante. Quando anni dopo si è presentato il padre per riprendere la figlia ormai grande, ha voluto parlare con la suora che aveva fatto da madre a sua figlia Solange. Si rammaricava di quello che aveva fatto ma si giustificava dicendo che “la mente gli era scoppiata” nel vedere sua moglie così.
Io non ce l’ho più fatta a stare zitta e ho commentato “chissà se lui non aveva mai tradito la moglie” e lei, solidale con me, mi ha detto “allora gli uomini potevano fare così…” 

Adesso vado a cercare un ottico perché mi si sono rotti gli occhiali. Spero che qualcuno sia aperto.
Sono definitivamente rotti. Adesso mi tocca anche girare con gli occhiali messi così

 Stasera abbiamo mangiato con le suore che ci avevano preparato un sacco di roba: “siete nostri ospiti”. Tagliatelle col sugo di pomodoro fatte in casa, scaloppine coi porcini fresche davvero superlative, insalata mista con verdure che coltivano loro, della pizza salata, prugne del loro albero e cocomero. In più acqua e vino. Il tutto per cinque euro! Che dire poi della compagnia, sono state squisite. Noi ci siamo offerti di lavare i piatti ma non hanno voluto. Poi siamo stati sul terrazzo a guardare il tramonto sul lago. 

finalmente si mangia

le due suore centenarie

tramonto sul lago


Suor Andreina


 Domani ci aspetta Viterbo. Non sono tanti kilometri, poi sono tutti in discesa. Spero bene perché la stanchezza si fa sentire anche se bevendo molto e stando tanto idratata va molto meglio. 




Questo è un viaggio meraviglioso. 

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