Thursday, 10 August 2017

Bolsena, domenica 30 luglio 2017



Sono seduta su una panchina nel centro storico di Bolsena, un paesello affacciato sull'omonimo lago e definirlo meraviglioso è riduttivo, come sempre. Mi rendo conto che ogni volta che raggiungo una tappa e scopro dei paesi sconosciuti, meravigliosi, integri nella loro struttura antica dico le stesse cose, ma non so che altro dire. 

Stamattina siamo usciti presto dalla struttura di Acquapendente, alle sei eravamo tutti pronti. Stamattina ho fatto il pieno di energia. Ieri quando sono stata male Anita mi ha detto che va fare bush walking cioè va in giro per giorni interi nel bush australiano con un gruppo di semi svitati, una cosa un po' estrema, visto che non possono trovare acqua e rifornimenti e devono prendersi tutto l’occorrente da casa. Poi il bush è pieno di animali, alcuni anche pericolosi. È un’esperta di questo tipo di maratone e esperienze fisiche intense. Ormai ho capito che è un po' un generale, non solo per la stazza: molto alta con un fisico temprato dalla ginnastica, ma anche e soprattutto per il suo carattere di ferro. Ogni volta che parla è tagliente e netta.

Mi ha raccontato che una volta, mentre faceva bush walking, un componente del gruppo si era sentito male perché era disidratato, così gli è stato spiegato nel dettaglio come evitare questo pericolo, ma lui ha fatto di testa sua ed è stato poco bene anche il giorno successivo.  A quel punto lei ha preso da parte il capo gruppo e gli ha detto che bisognava fare “some serious talking”col tipo, cioè dovevano dirgli le cose come stavano, senza tante mezze parole, in modo diretto e inequivocabile. Lui aveva messo in difficoltà il gruppo per ben due volte, loro erano lì per camminare non per fargli da balia e lui li stava rallentando. Morale, lo hanno mollato al suo destino e hanno proseguito.  

Ovviamente ho capito che era un avvertimento per me, e stamattina mi sono fatta una bottiglia piena di sali minerali, ho mangiato la banana come tutti gli altri per far vedere che ascoltavo i suggerimenti ed ero piena di acqua. È vero che pesa, ma l'acqua e l'ingrediente più prezioso lungo il cammino. Devo dire che però sono stata molto meglio.
Effettivamente l'idratazione è un elemento chiave del benessere fisico e mentale. Richard che parla poco ma mi sembra molto empatico ha continuato a chiedermi come stavo, se volevo la sua acqua imbottita di magnesio e altri sali (venendo da Canterbury qualcosa ha imparato), e mi diceva sempre che devi bere prima di sentire la sete, altrimenti è troppo tardi. Ricordo il deserto che avevo in gola l'anno scorso, non ci fermavamo mai per bere, era un momento di stop che ci rallentava. Come abbiamo sbagliato. Essere idratata ti fa andare più veloce. Richard mi ha detto che coi suoi amici di Brisbane con i quali va a camminare ha una regola: ogniqualvolta uno ha sete dice drink al gruppo e tutti bevono. Hanno ragione. Mi dispiace essere stata così male l'anno scorso. 

A parte il carattere comandino, Anita è molto gradevole e chiacchiera in continuazione. Mi ha detto che è stata sola per i passati 30 anni, secondo me si è abituata ad una vita individuale e a pensare solo a se stessa. Una volta si è lasciata scappare my partner, il mio partner, ma fa una vacanza di sei settimane in Europa, sono lontani l’uno dall'altra,  parla di andare a trovare Keyes in Texas l’anno prossimo in occasione del suo 75 compleanno, e di fare un viaggio da sola in Indonesia. Non so che partner sia. Oppure sono identici e si capiscono per quello.

Abbiamo fatto la sosta colazione a San Lorenzo e mentre stavamo mangiando una mega pasta ma per nulla buona, abbiamo visto Keyes rabbuiarsi, poi smettere di parlare. Lui di solito è molto ciarliero, e quando ci siamo rimessi lo zaino lui è rimasto con lo sguardo fisso sul cellulare e gli occhi inumiditi dalle lacrime. Aveva appena ricevuto un messaggio che la madre di un suo caro amico era morta, diceva che sapeva come lui si sentiva e non riusciva a trovare le parole giuste per confortarlo. Anita gli ha detto che "crollare così come stava facendo di certo non avrebbe aiutato il suo amico". Richard invece si è fermato per qualche parola di conforto,  gli ha detto che lo avremmo aspettato lungo il cammino e di raggiungerci quando se la sentiva. Anita nel frattempo era già in fondo al viale a vedere il lago di Bolsena.

Devo dire che il viaggio è stato lungo ma affrontabile e siamo arrivati presto, poco dopo mezzogiorno. Richard sarà anche empatico ma a livello di pulizia personale è quasi a zero. Tante volte non gli sto dietro lungo il cammino per non sentire il suo olezzo. E’ vero che è partito da Canterbury, ma temo che non si sia neanche lavato tanto da allora e non corre alla ricerca di una lavanderia a gettoni per fare bucato come fosse una priorità. Arriviamo a fine tappa madidi di sudore, gocciolanti e puzziamo terribilmente. Tutti, lui, Keyes e a volte anche Anita, escono per una birretta. A dire il vero questo ha i suoi lati positivi perché ho libero ed esclusivo accesso alla doccia e posso far con comodo anche l'operazione del lavaggio dei vestiti. 

Dopo una meritata pennichella ho fatto un giro per Bolsena.
Suor Angelina, una suora del Santissimo Sacramento di piazza Santa Cristina dove siamo alloggiati, la suora più sorridente e felice che abbia mai visto, ci ha consigliato di visitare la cattedrale che si trova a due passi da noi, dove avremmo trovato tutto riferito al culto della santa. Ci sono andata per curiosità e ho trovato un tipo che fungeva da guida per la cattedrale, decisamente fuori dai generi, che si scocciava se facevamo delle domande. Con una signora, che evidentemente aveva chiesto qualcosa di troppo, ma che avrei voluto chiedere io, si è indispettito perché “andava troppo aventi, quella era la seconda volta. Se voleva fare lei la guida, avanti pure!".
Così ho visto le catacombe sotto la chiesa. Che dire, impressionanti.

Poi ci ha smollati nel mezzo del labirinto di file di tombe, cunicoli, corridoi, anfratti dicendo “che il latte bisogna smettere di darlo”, cioè ci aveva già detto tutto quello che c’era da dire. Il resto lo dovevamo capire da noi.  

La serata si è conclusa tutti assieme in un ristorante sul lago, davanti ad uno splendido tramonto. Con noi sono venuti due ragazzi di 18 e 21 anni, due fratelli, con i quali gli altri avevano fatto un pezzo di cammino. 
Cena sul Lago di Bolsena



tramonto sul lago
Poi la sera siamo andati in giro per il paese in festa, con tutta la gente per strada a mangiare e chiacchierare o ad ascoltare un po' di lirica, cosa che ha emozionato Keyes, Richard e Anita. Dicevano che sarebbe impossibile trovare un simile spettacolo in Australia o in Texas. 

Tutti in piazza ad ascoltare il concerto lirico

La suora che ci ha accolto

Bolsena, peccato non sia una brava fotografa:-((
In partenza da Bolsena con i due ragazzi che ci sono venuti a salutare e a fare colazione con noi.

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