Thursday, 10 August 2017

Acquapendente 29 luglio 2017

C'ero già stata ad Acquapendente, l'anno scorso con la caviglia malmessa e tutto il resto. 
Quest'anno ci sono tornata da vera pellegrina e l'ho potuta godere. A dire il vero la Francigena passa davanti all'ospedale, che ho subito riconosciuto, poi ci siamo diretti verso l’ostello dei pellegrini dove siamo alloggiati: una struttura in un palazzo ormai decadente che ristrutturato come si deve sarebbe una meraviglia. La volontaria è anche stata molto gentile e ci ha accolti bene, dandoci anche il nome di un ristorante convenzionato che ti sfama con solo 10 euro: porzioni abbondanti e ottima qualità. Bella la vita.

Il paese è caratteristico, anch'esso arroccato su una collina, con una splendida Rocca che si vede da lontano e ti accoglie. Ho visto anche Proceno dove abitavano le due signore che mi hanno accolta all'ospedale e una delle quali mi ha portato fino a Bologna. Mi piace Acquapendente, non è solo pieno di ricordi spiacevoli ma anche di tanta gentilezza nelle persone che ho incontrato come il medico dell'ospedale e una infermiera che si sono prodigate per farmi tornare a casa dopo che avevano visto la mia faccia disperata. 

L'anno scorso mi era sembrato tanto vicino a Radicofani, perché avevo fatto il tragitto in autostop e mi aveva caricato un signore che vendeva i formaggi al mercato e mi aveva lasciato di fronte all'ospedale. Ma si sa, le distanze, se percorse in macchina, hanno tutte un'altra percezione. A piedi con zaino cambiano.

Comunque il cammino non è stato pesante, i primi 10-12 km sono stati agevoli, nel fresco della mattina con la vallata dietro Radicofani immersa nella nebbia. Sembrava di essere sul mare. 




Dopo una tappa per la colazione è comparso il sole che trasformato tutta la nebbia in umidità, nemica dei viaggiatori. Ad un certo punto, nel tratto che costeggia la Cassia, ho sentito le forze abbandonarmi e mi sono dovuta sdraiare. Gli altri sono stati gentilissimi. Hanno capito che ero sul punto di svenire, anche perché ero diventata bianchissima, mi chiamavano in continuazione per tenermi vigile, mi hanno fatto ombre coi loro corpi, dato la loro acqua con integratori e cercato di tranquillizzarmi quando mi scusavo per la figuraccia dicendomi che tra pellegrini è così che si fa, e se gliel'avessi vietato avrei tolto a loro la gioia del dare. Sono stati squisiti, dei compagni di viaggio meravigliosi. 

So perché sono stata poco bene. Ieri sera avevo preso un lassativo che doveva essere blando, invece non lo è stato. Dopo varie scariche, ho avuto un crollo di pressione. Per tutto il resto del tragitto, specialmente lungo la Cassia, sotto il sole cocente amplificato dal calore dell’asfalto, dei motori delle macchine, con gli autobus che passavano, i miei compagni di viaggio non mi hanno mai lasciata per ultima per essere sicuri che non cadessi o stessi male. 

E’ così che si fa tra pellegrini? Loro l'hanno fatto e se dovesse capitare anche a me lo farei anche io. 

Lungo la salita per Acquapendente, Keyes mi ha raccontato tutta la sua vita avventurosa: orfano di padre a solo 4 anni, è riuscito ad entrare all’accademia militare di West Point in cui si è laureato come ingegnere. Ha fatto il militare in Germania durante la guerra fredda – era a Berlino mentre costruivano il muro- ed è stato in guerra in Vietnam per un anno.
Meno male che adesso ha 74 anni, altrimenti mi farebbe schiattare. Cammina come un giovincello e non si lamenta mai della stanchezza o delle salite ripide.
Forse perché ha visto tanta guerra sembra un vecchio mite che cura i sentimenti: parla sempre del figlio e della figlia che gli ha dato tre nipoti e del cammino di Santiago che gli ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore. Prima di venire sulla Francigena ha fatto il cammino di Francesco, da Firenze a Roma passando per Gubbio e Assisi e quando finisce qua, giusto per riposarsi, va a Dublino a fare la mezza maratona. Mi ha spiegato che se corri per 13 minuti e cammini per due, puoi fare tanta strada e non ti accorgi di nulla.
Mi fido sulla parola. 



Adesso sono sdraiata sul mio letto, in camera con Anita. Domani sono solo 18 km. Partiamo col fresco e si va verso Bolsena.

partenza al mattino col fresco

Festa di paese: tutti i sapori del mondo


Acquapendente

L'ultima salita 

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